La chiesa di San Lorenzo Martire
La chiesa è
documentata, la prima volta, nella “Bolla” del vescovo
metropolita di Capua Sennete. Un’altra attestazione risale
al 1178, quando venne dotata di un “privilegio” concesso da
papa Alessandro III, mentre una ulteriore testimonianza è
del 1751, nel momento in cui venne insignita del diritto di
Collegiata da una “bolla pontificia” di Benedetto XIV.
Dell’architettura medioevale, però, non è rimasto quasi
nulla, tranne due colonne con capitelli longobardi
rinvenute durante i lavori di restauro condotti tra gli
anni Ottanta e Novanta del Novecento.
L’attuale
struttura della chiesa è il frutto di una serie di
interventi effettuati tra il Seicento ed il Settecento. Ad
essa si accede attraversando un ampio sagrato posto ad un
livello superiore rispetto al manto stradale. Affianco si
erge il campanile, costruito nella seconda metà del
Settecento, con orologio, il cui quadrante è composto di
maioliche dipinte.
La facciata principale è del XVIII secolo così come i due
portali di ingresso, caratterizzati da brani decorativi
barocchi. L’interno è diviso in due navate, nella terza,
posta a destra dell’ingresso principale, sono disposte le
cappelle patrizie fondate tra il Cinquecento ed il
Seicento. Nella zona absidale si conserva l’altare marmoreo
del 1769, il coro ligneo e la tela, attribuita a Pacecco de
Rosa, della Madonna con
Bambino e figura di donatore. La chiesa
custodisce, inoltre, altre pregevoli opere pittoriche e
scultoree. Tra queste si ricordano le due pale con
la Madonna del
rosario, datate agli
inizi del XVII secolo; la tela con la Vergine del
rosario e le anime del purgatorio degli inizi del
Settecento; la “macchina” lignea, datata intorno alla
seconda metà del XVI secolo, raffigurante, al centro,
la Madonna
incoronata con angeli e, nella
lunetta, l’Annunciazione,
quest’ultima ascritta all’ambito di Giovan Filippo
Criscuolo; l’affresco della Madonna che
allatta il Bambino, emerso
all’epoca dei restauri suddetti, datato verso la fine del
Quattrocento; il gruppo ligneo della Vergine in
trono con il Bambino del XIII
secolo.
La chiesa detiene, inoltre, diverse suppellettili in legno
ed in argento del Settecento ed espone diverse lapidi e
stemmi appartenuti ai personaggi più illustri di Casolla.
Luigi Fusco